Le pubblicità la fanno sembrare semplice: sputi in una provetta, la spedisci e scopri le tue radici. In realtà il test del DNA per la genealogia è uno strumento potente ma pieno di sfumature. Capire cosa misurano davvero i diversi test, e cosa non possono dirti, ti aiuta a usarli bene e a evitare i fraintendimenti più comuni.
Milioni di persone hanno fatto un test del DNA, creando enormi database che rendono la genealogia genetica più utile ogni anno. Ma per ottenere il massimo dai tuoi risultati devi capire la scienza che sta dietro alle percentuali.
I tipi di test del DNA
I test del DNA autosomico, offerti da Ancestry, 23andMe e MyHeritage, analizzano il DNA che hai ereditato da entrambi i genitori. Sono utili per trovare parenti entro circa cinque-sette generazioni e danno stime etniche. È il test più comune e in generale il più utile per le ricerche di famiglia.
I test Y-DNA seguono la linea paterna diretta, di padre in padre, risalendo di centinaia o persino migliaia di anni. Solo gli uomini hanno il cromosoma Y, quindi le donne interessate alla loro linea paterna hanno bisogno che faccia il test un parente maschio (padre, fratello, zio). L'Y-DNA è particolarmente utile per gli studi sui cognomi e sulle origini più lontane.
I test del DNA mitocondriale (mtDNA) seguono la linea materna diretta, di madre in madre, risalendo anche loro di migliaia di anni. Tutti ereditano l'mtDNA dalla madre, quindi possono fare questo test sia gli uomini sia le donne. È utile per confermare le linee materne, ma dà meno corrispondenze strette dei test autosomici.
Cosa significano davvero le stime etniche
I grafici a torta colorati con la tua composizione etnica sono la funzione più popolare dei test del DNA, e anche la più fraintesa. Queste stime confrontano il tuo DNA con popolazioni di riferimento e calcolano probabilità statistiche. Non sono misure precise.
Aziende diverse usano popolazioni di riferimento e algoritmi diversi, ed è per questo che i tuoi risultati possono cambiare parecchio da un servizio all'altro. Un risultato «32% irlandese» non significa che esattamente un terzo dei tuoi antenati venisse dall'Irlanda. Significa che circa un terzo dei tuoi marcatori genetici è comune nelle popolazioni che vivono oggi in Irlanda. Queste stime migliorano nel tempo man mano che i database crescono, quindi i tuoi risultati possono cambiare con gli aggiornamenti.
Trovare parenti
Il valore genealogico più concreto del test del DNA sta nelle corrispondenze con i parenti. Quando fai un test, il tuo DNA viene confrontato con quello di tutti gli altri utenti di quel database. Le corrispondenze strette indicano antenati in comune. La quantità di DNA condiviso ti dice più o meno quanto siete parenti stretti: un cugino di secondo grado condivide molto più DNA di un cugino di quarto grado.
Per sfruttare al meglio le corrispondenze, costruisci il tuo albero genealogico il più indietro possibile. Quando tu e una corrispondenza avete entrambi alberi dettagliati, puoi individuare l'antenato in comune cercando i rami che si sovrappongono. Questa tecnica può aiutarti a superare i punti morti delle ricerche, confermare legami sospettati e scoprire rami della famiglia del tutto sconosciuti.
Gestire le sorprese
A volte il test del DNA rivela informazioni inattese: fratelli sconosciuti, una paternità diversa da quella creduta o origini etniche che non corrispondono ai racconti di famiglia. Prima di fare il test, pensa se tu e la tua famiglia siete pronti a scoperte potenzialmente inaspettate. Consulenti genetici e gruppi di sostegno possono aiutarti ad affrontare queste scoperte con sensibilità e attenzione.