Nel cassetto della nonna c'è un foglio di congedo piegato in quattro, con il timbro di un distretto militare e la foto seria di un ragazzo di vent'anni. Alla voce "nato a" c'è il nome di un paese dell'Irpinia dove nessuno della famiglia è più tornato. Senza saperlo, hai in mano la chiave del tuo albero genealogico. Questo articolo ti mostra dove cercare dopo, e cosa trovi gratis online.
La risposta breve
Prima di tutto trova il comune. In Italia gli atti sono conservati comune per comune, e senza il nome del paese stai cercando in tutto il Paese. Poi apri il Portale Antenati, dove gli Archivi di Stato pubblicano gratis i registri di stato civile, nel Sud spesso dal 1809 e nel resto d'Italia in genere dal 1866. Prima di quella data i registri parrocchiali ti riportano fino alla seconda metà del Cinquecento. Gli atti più recenti e l'anagrafe li chiedi al comune.
Passo 1: parti da casa e trova il comune
Le fonti migliori sono spesso in casa: vecchi certificati, fogli militari, libretti di lavoro, lettere, ricordini funebri, foto con un nome scritto dietro. Chiedi ai parenti più anziani cosa ricordano, compresi soprannomi, nomi di frazioni e di contrade. Molte famiglie si sono spostate nel Novecento, dal Sud al Nord, dalla campagna alla città o all'estero: per ogni ramo serve il suo comune d'origine. Per ogni persona annota cosa sai con certezza e da dove viene l'informazione. Un albero senza fonti, più avanti, non si può più verificare.
Se conosci solo il cognome, il Portale Antenati stesso consiglia di capire prima in quali comuni è diffuso, con banche dati come Mappadeicognomi, Cognomix o FamilySearch. Anche il cimitero aiuta: sulle lapidi trovi date, cognomi da nubile e spesso una foto. Se un ramo è emigrato in America, le liste di arrivo di Ellis Island dal 1892 al 1925 sono consultabili gratis su FamilySearch, e spesso riportano il paese di provenienza. Come impostare il lavoro dall'inizio lo spieghiamo in come fare l'albero genealogico, passo dopo passo.
Passo 2: il Portale Antenati
Il Portale Antenati (antenati.cultura.gov.it) è stato inaugurato il 17 dicembre 2011 dalla Direzione generale Archivi del Ministero della cultura. Mostra gratis le immagini dei registri di stato civile, delle liste di leva e dei ruoli matricolari conservati negli Archivi di Stato, digitalizzati grazie a una convenzione firmata nel 2011 con FamilySearch. Puoi cercare in tre modi:
- Cerca nei registri: scegli il comune, il tipo di registro (nati, matrimoni, morti) e l'anno, e sfogli il registro così com'è stato scritto.
- Cerca per nome: finora solo una minoranza dei registri è indicizzata per nome. Se non trovi qualcuno, non vuol dire che non ci sia: sfoglia i registri.
- Esplora gli Archivi: per ogni Archivio di Stato vedi quali comuni e quali anni conserva, anche se non sono ancora online.
Un consiglio per sfogliare: parti dagli indici annuali e decennali compilati dagli stessi uffici di stato civile. Elencano in ordine alfabetico tutti gli atti di un anno o di un decennio, così trovi in fretta la pagina giusta. Sul portale, nella sezione Strumenti, ci sono anche esempi commentati di un atto di nascita, di morte e di matrimonio.
| Registro | Visibile sul Portale Antenati dopo |
|---|---|
| Nascite | almeno 100 anni |
| Matrimoni | almeno 70 anni |
| Morti | almeno 70 anni |
Passo 3: lo stato civile, zona per zona
Quando cominciano gli atti di stato civile dipende da dove viveva la tua famiglia, perché l'Italia è stata unificata solo nell'Ottocento.
- Periodo napoleonico (1806-1815): lo stato civile arriva con il dominio francese e il Codice civile. Accanto ai registri di matrimonio ci sono spesso i processetti matrimoniali, con i nomi dei genitori degli sposi, che ti fanno risalire fino alla fine del Settecento.
- Il Sud: nel Regno delle Due Sicilie, più o meno l'attuale Italia meridionale, lo stato civile continua senza interruzioni dal 1809. In Sicilia comincia nel 1820. La stessa continuità dal 1809 vale per il Ducato di Modena e Reggio.
- Toscana e Regno di Sardegna: un sistema misto, in cui i parroci tenevano i registri sotto il controllo dello Stato: in Toscana dal 1817, nel Regno di Sardegna dal 1837.
- Tutta Italia: lo stato civile italiano, istituito con il regio decreto 15 novembre 1865, n. 2602, è in vigore dal 1° gennaio 1866 in tutti i comuni del Regno. Nelle zone unite all'Italia più tardi comincia dopo: a Roma e nel Lazio dal 1870, in Veneto e Friuli dal 1871 (tranne l'area ex austriaca), in Trentino Alto Adige dal 1918.
Ogni registro veniva redatto in due originali. Uno resta al comune; l'altro andava al Tribunale e poi all'Archivio di Stato (dal 2001 alla Prefettura). Le immagini del Portale Antenati sono per lo più questo secondo originale. Se il portale ha il tuo comune ma non gli anni che ti servono, controlla in Esplora gli Archivi; se l'Archivio di Stato non li conserva, devi rivolgerti all'archivio storico del comune.
Passo 4: prima dello stato civile, i registri parrocchiali
Per tutto quello che viene prima del 1866, il Portale Antenati stesso consiglia i registri parrocchiali. Il Concilio di Trento, nella sessione dell'11 novembre 1563, impose ai parroci i registri dei battesimi e dei matrimoni; il Rituale Romanum del 1614 aggiunse i defunti e gli stati delle anime. Da allora i parroci li hanno tenuti in modo sistematico, e alcune parrocchie anche da prima.
I registri delle circa 25.000 parrocchie italiane sono quasi sempre ancora in parrocchia; in alcune diocesi i più antichi sono stati riuniti nell'archivio storico diocesano. I contatti delle parrocchie li trovi sul sito della Conferenza episcopale italiana, le descrizioni degli archivi su BeWeB. Preparati al latino: Joannes per Giovanni, Josephus per Giuseppe, filius e filia per figlio e figlia. E cerca gli stati delle anime, i censimenti che il parroco compilava casa per casa nel periodo pasquale, con ogni componente della famiglia e spesso la sua età.
Chiedere gli atti al comune
Gli atti troppo recenti per il Portale Antenati, e tutte le copie ufficiali, li chiedi all'Ufficio di stato civile del comune dove è avvenuto l'evento. Tre parole ti aiutano: il certificato riporta solo i dati essenziali, l'estratto per riassunto riporta anche le annotazioni a margine, la copia integrale riproduce l'atto intero ed è soggetta a regole più strette su chi può chiederla. Le immagini del Portale Antenati non hanno valore legale: per una copia autentica di un atto antico ti rivolgi all'Archivio di Stato che conserva l'originale, e salvo esenzioni paghi l'imposta di bollo.
Se cerchi gli atti per una pratica di cittadinanza per discendenza (per esempio per parenti nati all'estero), tieni presente che le regole sono cambiate nel 2025: il decreto-legge 28 marzo 2025, n. 36, convertito dalla legge 23 maggio 2025, n. 74, le ha ristrette per chi è nato all'estero e ha un'altra cittadinanza. Questo articolo non è una consulenza legale: le regole aggiornate sono sui siti dei consolati italiani e del Ministero degli Affari Esteri.
Per ricostruire chi viveva sotto lo stesso tetto c'è l'anagrafe. Fu istituita con il regio decreto 31 dicembre 1864, n. 2105, ma era facoltativa, e molti comuni non la tennero; diventò obbligatoria solo con la legge n. 297 del 1871. Il registro di popolazione è fatto di fogli di famiglia, uno per ogni gruppo di parenti che abitava insieme. È conservato quasi sempre solo nell'archivio del comune, a cui chiedi informazioni e certificati storici.
Altre fonti
- Documenti militari: le liste di leva, che il comune compilava ogni anno con i maschi nati in quell'anno, e i fogli e ruoli matricolari, con la carriera militare. Molti sono negli Archivi di Stato, alcuni anche sul Portale Antenati. Quelli non ancora versati sono presso i Centri documentali dell'Esercito (gli ex Distretti militari).
- Archivi notarili: testamenti, doti e compravendite, negli Archivi di Stato. Meno ricchi di date, ma pieni di parentele e di beni.
- FamilySearch: gratis con un account, con indici di atti italiani e una wiki che spiega le fonti regione per regione.
- Archivi storici dei comuni: le descrizioni sono nel Sistema informativo unificato delle soprintendenze archivistiche (SIUSA) e nel Sistema archivistico nazionale (SAN).
Un programma per il tuo albero
Gramps è gratuito, open source e tradotto anche in italiano. Qualunque programma o sito tu usi, assicurati che esporti in GEDCOM, il formato di scambio degli alberi genealogici. Se hai ricevuto o creato un file del genere, su thememorypalace.ai/gedcom vedi gratis e senza account quante generazioni copre, chi è l'antenato più lontano che si conosce e dove sono le lacune. Il file non lascia il tuo dispositivo.
Dagli atti alle persone
Un atto di nascita ti dice il giorno in cui un neonato fu portato in municipio, non la ninna nanna che gli cantava la madre. Quella vive nelle foto, nei racconti, nelle lettere che qualcuno ha conservato. In The Memory Palace, il tuo palazzo della memoria in 3D, l'albero entra come GEDCOM e ogni generazione trova posto accanto alle sue foto e alle sue storie, così i nomi tornano a essere persone. L'app è in inglese, olandese, tedesco, francese e spagnolo, non ancora in italiano.
Fonti
- Portale Antenati, FAQ e Istruzioni per l'uso: antenati.cultura.gov.it/il-portale/faq
- Portale Antenati, Lo stato civile, Registri parrocchiali, Anagrafe e altra documentazione comunale: antenati.cultura.gov.it/strumenti/ricerca-genealogica
- Portale Antenati, Richieste di certificati: antenati.cultura.gov.it/il-portale/richieste-di-certificati
- Consolato generale d'Italia a Chicago, cittadinanza per discendenza dopo la legge 74/2025 (controllato il 19 ottobre 2026): conschicago.esteri.it