Il palazzo mentale è la tecnica del palazzo della memoria, detta anche tecnica dei loci: metti immagini vivide di ciò che vuoi ricordare in punti fissi lungo un percorso in un luogo che conosci bene, e ripercorri quel tragitto con la mente per richiamarle. Sherlock ha reso famoso il nome, ma la tecnica ha più di duemila anni, e puoi costruire il tuo primo palazzo mentale stasera.
Questo articolo spiega da dove viene il termine, cosa diceva della memoria lo Holmes originale di Arthur Conan Doyle, cosa mostra la ricerca e come costruire un palazzo mentale in sei passi. Per la tecnica completa con esercizi, leggi la nostra guida come costruire un palazzo della memoria, passo per passo.
Da dove viene il termine palazzo mentale
La serie della BBC Sherlock, andata in onda dal 25 luglio 2010 al 15 gennaio 2017, ha portato le parole mind palace a milioni di spettatori: il protagonista usa il suo palazzo mentale per ricordare. In Italia la serie è arrivata nel 2011, con il primo episodio intitolato Uno studio in rosa, e in italiano si parla quasi sempre di palazzo mentale. Oggi il termine è semplicemente un altro nome della tecnica dei loci, accanto a palazzo della memoria.
La voce Tecnica dei loci della Wikipedia italiana elenca gli episodi in cui Sherlock entra nel suo palazzo mentale, tra cui I mastini di Baskerville, La casa vuota e L'ultimo giuramento, e ricorda che lo speciale del 2016 L'abominevole sposa si svolge quasi tutto al suo interno.
Lo Sherlock Holmes originale, nel primo romanzo di Arthur Conan Doyle, Uno studio in rosso (pubblicato nel dicembre 1887 sul Beeton's Christmas Annual), parla della memoria in un altro modo. Nel capitolo II, La scienza della deduzione, dice a Watson (traduzione nostra):
"Ritengo che il cervello di un uomo sia in origine come una piccola soffitta vuota, e che tu debba arredarla con i mobili che scegli."
Lo sciocco, prosegue, riempie quella soffitta di cianfrusaglie di ogni genere, e le conoscenze utili finiscono soffocate; l'artigiano esperto tiene solo gli attrezzi che gli servono, in ordine perfetto. Questa soffitta del cervello riguarda la scelta di cosa conservare e l'ordine in cui tenerlo. Il palazzo mentale aggiunge il passo che rende le cose facili da ritrovare: ogni conoscenza ha il suo posto lungo un percorso.
Cos'è davvero un palazzo mentale: la tecnica dei loci
La storia delle origini viene dal De oratore di Cicerone. Il poeta greco Simonide lasciò un banchetto poco prima che il soffitto crollasse; riuscì a dare un nome a ogni invitato perché ricordava dove ciascuno era seduto. Il manuale più antico che ci è arrivato, la Rhetorica ad Herennium (intorno all'80 a.C.), dà le regole che valgono ancora: usa luoghi reali che riesci a immaginare, tienili distinti e rendi le immagini sorprendenti, perché le cose ordinarie scivolano via dalla memoria. In Italia l'arte della memoria ha avuto maestri come Pietro da Ravenna, Giordano Bruno e il gesuita Matteo Ricci, che la portò in Cina alla fine del Cinquecento.
E funziona anche per le persone comuni. Nel 2003 un gruppo guidato da Eleanor Maguire ha studiato con la risonanza magnetica dieci persone dalla memoria eccezionale: non avevano un'intelligenza superiore né una struttura del cervello diversa, e quasi tutte usavano la tecnica dei loci. Nel 2017 Martin Dresler e i suoi colleghi hanno allenato dei principianti per 40 giorni, 30 minuti al giorno: sono passati da ricordare 26 a 62 parole di una lista di 72.
Cosa la serie mostra bene, e cosa salta
- Mostra bene: la memoria è legata ai luoghi, e le immagini sono vivide e precise.
- Salta: la costruzione del palazzo. Nella vita reale scegli un percorso, metti ogni elemento di proposito e lo ripercorri qualche volta. Senza ripasso, le immagini sbiadiscono in pochi giorni.
- Salta: i limiti. Un palazzo mentale conserva le cose in ordine. Non te le fa capire, e non deduce niente al posto tuo.
Come costruire il tuo palazzo mentale in 6 passi
- Scegli un luogo che conosci a memoria. L'appartamento o il palazzo in cui abiti, la tua scuola, la casa di un amico dove vai spesso. Devi riuscire a immaginarlo senza sforzo.
- Fissa un percorso. Percorrilo sempre nello stesso verso: ingresso, corridoio, cucina, soggiorno. Il percorso conserva l'ordine.
- Scegli punti distinti. Comincia con dieci, ognuno chiaramente diverso dagli altri: lo zerbino, l'attaccapanni, lo specchio, il tavolo.
- Trasforma ogni elemento in un'immagine esagerata. Grande, in movimento, strana o buffa, con un suono o un odore. Falla agire sul punto.
- Percorrilo una volta, poi mettiti alla prova. Ripercorri il tragitto con la lista nascosta e richiama ogni elemento prima di controllare.
- Ripassa. La sera stessa, il giorno dopo e dopo una settimana. Poi aggiungi un secondo palazzo per un argomento nuovo, invece di affollare il primo.
Un piccolo esercizio alla Sherlock
Cinque indizi da ricordare per un caso: uno stivale infangato, un biglietto del treno, un ombrello rosso, una lettera strappata, una tazza di tè freddo. Percorso: porta d'ingresso, corridoio, cucina, divano, finestra.
- Porta d'ingresso: uno stivale infangato gigante è incastrato nella porta, e il fango cola sulla soglia.
- Corridoio: biglietti del treno piovono dal soffitto e ti si attaccano al cappotto.
- Cucina: un ombrello rosso si apre da solo dentro il forno.
- Divano: i cuscini sono fatti di lettere strappate che frusciano quando ti siedi.
- Finestra: il tè freddo cola lungo il vetro, dall'interno.
Chiudi gli occhi e percorrilo al contrario. Se ci riesci, le immagini ci sono davvero.
Vuoi un percorso già fatto? Il nostro generatore gratuito di palazzi della memoria mette fino a 20 cose in 20 luoghi di una villa di campagna, dal cancello d'ingresso alla cupola, con un'immagine vivida per ogni luogo, una prova, un link da condividere e un promemoria nel calendario. Funziona nel tuo browser e da parte nostra non viene salvato nulla. Per liste già pronte, vedi dieci esempi di palazzo della memoria.
Un palazzo per ciò che vuoi conservare
The Memory Palace, l'app, non è un'app per allenare la memoria: non serve a memorizzare niente. È il tuo palazzo della memoria in 3D per i tuoi ricordi: foto, voci e storie trovano posto in stanze che puoi percorrere. È privato per impostazione predefinita; inviti famiglia e amici quando lo decidi tu. Il generatore gratuito di palazzi della memoria è uno strumento a parte, per la tecnica classica. L'app la fa un piccolo team a Lovanio, in Belgio, ed è in inglese, olandese, tedesco, francese e spagnolo, non ancora in italiano.
Fonti
- Arthur Conan Doyle, A Study in Scarlet (Uno studio in rosso), capitolo II, The Science of Deduction (la soffitta del cervello), testo integrale in inglese su Project Gutenberg: gutenberg.org/ebooks/244
- A Study in Scarlet, pubblicato per la prima volta sul Beeton's Christmas Annual, dicembre 1887, Wikipedia in inglese: en.wikipedia.org/wiki/A_Study_in_Scarlet
- Sherlock (serie televisiva), BBC, primo episodio 25 luglio 2010, ultimo episodio 15 gennaio 2017, Wikipedia in inglese: en.wikipedia.org/wiki/Sherlock_(TV_series)
- Sherlock (serie televisiva), trasmissione in Italia dal 2011 e titoli italiani degli episodi, Wikipedia in italiano: it.wikipedia.org/wiki/Sherlock_(serie_televisiva)
- Tecnica dei loci (anche palazzo mentale; il suo uso in Sherlock), Wikipedia in italiano: it.wikipedia.org/wiki/Tecnica_dei_loci
- Cicerone, De oratore II, 351-354 (la storia di Simonide), testo latino su The Latin Library: thelatinlibrary.com/cicero/oratore2.shtml
- Rhetorica ad Herennium, libro III, 16-24 (regole per i luoghi e le immagini), brani alla University of Texas at Austin: laits.utexas.edu/memoria/Ad_Herennium_Passages.html
- Maguire, Valentine, Wilding e Kapur, Routes to remembering: the brains behind superior memory, Nature Neuroscience 6 (2003), PubMed: pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12483214
- Dresler e altri, Mnemonic training reshapes brain networks to support superior memory, Neuron 93 (2017): cell.com/neuron/fulltext/S0896-6273(17)30087-9
- Sintesi dello studio di Dresler (dati sul ricordo prima e dopo l'allenamento), ScienceDaily, 8 marzo 2017: sciencedaily.com/releases/2017/03/170308131236.htm